Rimini e l’Entroterra: i misteri del Castello di Azzurrina

Non solo mare e spiaggia ma un entroterra tutto da scoprire…colline, rocche, storia e antiche tradizioni frutto dello scambio di culture sin dalle epoche più remote. Questo è quello che vi faremo scoprire nei prossimi articoli del blog, una parte di Rimini che vi lascerà a bocca aperta.

SE SIETE AMANTI DEL MISTERO VI CONSIGLIAMO DI FARE VISITA AL CASTELLO DI MONTEBELLO, SITUATO SU DI UN’ALTURA RIMINESE.

Il Castello di Montebello è situato su una rocca che offre un panorama mozzafiato sulla valle del Marecchia e dell’Uso. Una storia che nasce già nel III secolo a.C. quando la fortezza era utilizzata come roccaforte in difesa dei nemici del territorio romagnolo. Nel corso del Medioevo il castello fu conteso dalla famiglia Malatesta e Montefeltro fino a quando nel 1460 presero pieno possesso i conti Guidi di Bagni che vi si insediarono senza allontanarsene più, fino ai giorni nostri.

E’ alla famiglia Guidi di Bagni che si deve il restauro e la cura di questo castello considerato ad oggi patrimonio nazionale, aperto al pubblico e ai numerosi visitatori che lo raggiungono per scoprire il suo mistero. L’interno del castello è un museo pieno di stravaganze e oggetti antichi quali forzieri, arazzi, opere d’arte, tesori, sparsi fra stanze e cunicoli la cui esplorazione durante i tour guidati notturni potrebbe rivelarsi alquanto sinistra.

Ma questo castello è conosciuto per una leggenda assai misteriosa…la Leggenda di Azzurrina

Montebello e il fantasma di Azzurrina

Guendalina, figlia di Ugolinuccio o Uguccione fu la protagonista di una triste vicenda.  Secondo la leggenda, nacque albina e per le tradizioni dell’epoca l’albinismo era considerato indizio di stregoneria e maleficio. Per difenderla dall’ignoranza della popolazione il padre decise di tenerla rinchiusa nel castello mentre la madre nella speranza di cambiare il suo aspetto le tinse i capelli non sapendo che il bianco dell’albinismo non trattiene il colore e reagisce al pigmento diventando azzurro. Da qui il soprannome di Azzurrina.

All’interno del castello, Azzurrina trascorreva le sue giornate giocando sempre controllata da due guardie; era la notte del 21 giugno del 1375, giorno del solstizio d’estate, quando nella campagna circostante a Montebello era in corso una forte tempesta e Azzurrina come era solita fare giocava con una palla fatta di stracci. All’improvviso la palla sfuggì dalle mani della bambina rotolando giù per le scale dei sotterranei dirette nel nevaio, una sorta di ghiacciaia dove venivano conservati i cibi. Azzurrina si diresse nei sotterranei e quella fu l’ultima volta che le due guardie la videro. Un urlo straziante, poi più niente. Le guardie corsero a controllare ma non trovarono più nessuno. La bambina non fu mai più ritrovata e il padre condannò a morte i due guardiani.Il caso venne chiuso ma da allora il mistero di Azzurrina si continuò a tramandare di parola in parola, fino a quando nel ‘600 un monaco decise di mettere per iscritto la storia.

Secondo la leggenda, ogni cinque anni, nei giorni del solstizio d’estate, Azzurrina ricompare facendo sentire il suo lamento. Attirate da questa storia numerose troupe hanno condotto delle ricerche, registrando con strumenti sofisticati suoni che portarono al riconoscimento della voce di una bambina che pronunciava “mamma”. Dopo di che urla e pianti.

Quale sia la verità su questa triste vicenda non è dato saperlo, c’è chi la sostiene e chi la contesta. Ai visitatori della Rocca vengono fatte sentire diverse registrazioni e le reazioni sono alquanto diverse. Chi ci sente un pianto, chi una risata e chi una voce. Ad ognuno la propria interpretazione.

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